Da sistemi a verde pensile intensivo a tappeto erboso ed aiuole, fino a coperture estensive a prato fiorito naturale autoctono.

La penisola italiana vanta una grandissima ricchezza paesaggistica che costituisce un patrimonio da tutelare con la massima dedizione. In questa grande varietà ci piace riservare un’attenzione particolare ai paesaggi agricoli, che nei vigneti trovano spesso la massima espressione di bellezza. Committenti di prestigio si stanno sempre di più rivolgendo agli architetti affidando a loro la progettazione di nuove strutture o all’ampliamento di quelle esistenti sperimentando materiali e forme nuove con una particolare attenzione alle prestazioni energetiche e ai risultati estetici e di integrazione paesaggistica.

Le cantine sono il cuore del vigneto e la loro architettura può diventare elemento di modernità e di ricucitura con la bellezza del paesaggio circostante. Ecco che il verde pensile, con la sua capacità di ricucire con il paesaggio circostante può acquisire un ruolo estetico importantissimo, anche in queste zone dove il verde e la natura certamente non mancano. In questo caso il verde pensile può assumere le connotazioni del giardino tradizionale o prestarsi a restituire alla natura i suoi spazi. Si andrà dunque da sistemi a verde pensile intensivo a tappeto erboso ed aiuole, fino a coperture estensive a prato fiorito naturale autoctono, magari con arbusti o siepi.

La cantina però non è solo il biglietto da visita di un produttore di vini, il cui scopo è evidenziare la sensibilità per l’ambiente ed il paesaggio ed il gusto estetico del proprietario. La cantina è anche un laboratorio dove la tradizione si sposa con la scienza e la tecnica per dare vita ad un prodotto tanto prezioso quanto complesso da ottenere. Nuovamente il verde pensile si propone come tecnica all’avanguardia per la sua impareggiabile capacità di attutire le oscillazioni termiche diurne ed annue, raffrescando in estate e proteggendo dal gelo in inverno… il tutto in modo naturale, senza alcun consumo energetico.